L’eternità di un viaggio

Il mese scorso a Berlino, mentre stavamo andando verso Potsdamer Platz passando per Stresemannstraße – lunga strada nel centro della città vicina alla ben più nota Friedrichstraße – ci siamo imbattuti nei resti di quello che sembrava essere stato un edificio davvero grande.

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Decisamente incuriositi da queste rovine (che potete vedere nella foto qui sopra) – alle cui spalle ci sono un prato e un paio di campi sportivi – ci siamo precipitati a fare una ricerca su internet e abbiamo scoperto che esse appartengono alla vecchia stazione ferroviaria di Berlino Anhalt, oggi attiva soltanto sottoterra come fermata della S-Bahn, la metropolitana.

Un tempo fra le più grandi (fonte Wikipedia) e belle stazioni d’Europa, oggi di essa rimane soltanto l’ingresso principale, siccome è stata pesantemente danneggiata durante i bombardamenti  della seconda guerra mondiale e in seguito demolita.
Per capire quanto fosse grande e maestosa in passato, vi basterà guardare la foto qui sotto, risalente al 1910 (anch’essa presa da Wikipedia). L’ingresso di cui parlavo sopra è nascosto dagli alberi ma non dovreste fare fatica a trovarlo!

Anhalter_Bahnhof_und_Askanischer_Platz

Personalmente, il confronto delle rovine con la foto del 1910 mi ha lasciato a bocca aperta: da un lato, tre arcate e un muro distrutto; dall’altro, un’enorme, maestosa stazione con una simmetria perfetta. So benissimo che migliaia e migliaia di edifici storici sono stati danneggiati o distrutti durante le due guerre, eppure notare questa cosa in prima persona mi fa sempre un certo effetto: mi piace proiettarmi indietro nel tempo, viaggiare nel tempo con la mente a quando l’edificio era ancora in piedi, immaginare madri in attesa dei loro figli, coppie di innamorati, fiumi di persone che si affrettavano per salire su treni a vapore, il rumore dei loro passi, dei cavalli…

Ora però torniamo a noi. Quello che voglio trasmettervi con questo articolo è la magia di viaggiare. Per me è veramente incredibile come, semplicemente passeggiando per una strada, si possa restare colpiti tanto nel profondo da un qualcosa che poteva benissimo passare inosservato. E invece dentro di te si forma un’immagine, un pensiero, un fotogramma indelebile di quello che hai appena visto.

Uno sguardo fugace si può trasformare in un ricordo granitico, in un viaggio eterno nella nostra mente.

-A.

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