Un assaggio di Serbia

Proprio la settimana scorsa abbiamo viaggiato per la Serbia, un paese del quale conoscevamo ben poco e dunque ci incuriosiva parecchio.
In questo articolo vogliamo raccontarvi del nostro piccolo viaggio, cominciato con un autobus da Szeged (Ungheria) diretto a Subotica (Serbia), per poi raggiungere le due città principali della Serbia – Novi Sad e Belgrado, la capitale.

Come ho scritto poco fa, siamo entrati nel paese in autobus. Per l’ingresso nel paese, se siete cittadini dell’Unione Europea, non è più obbligatorio il passaporto: la carta di identità è sufficiente. Questo anche perché la Serbia è un paese che sta entrando nell’UE e infatti ci è sembrato di notare una certa apertura in quest’ottica.
Se decideste di viaggiare in autobus come noi, ricordatevi che l’utilizzo del bagagliaio (ovvero riporre una valigia o uno zaino ingombrante nella stiva dell’autobus) è a pagamento, solitamente 50 o 60 Dinari Serbi a bagaglio (circa 50-60 eurocent). Noi ci siamo trovati impreparati e dunque costretti a contrattare per poter pagare in Euro lo storage del bagaglio sul primo bus (dovevamo riporre gli zaini da 60L, quindi ne avevamo bisogno): arrivavamo dall’Ungheria, muniti solamente di Fiorini ungheresi e qualche spicciolo in Euro, e impossibilitati a prelevare o cambiare i nostri soldi nella valuta serba. Fortunatamente – essendo i serbi già un po’ aperti in direzione europea – ce l’abbiamo fatta.

Novi Sad è stata la nostra prima tappa. Seconda città della Serbia, con circa 250 mila davabitanti, ci ha lasciati un po’ spiazzati a prima vista: caos, cantieri, grigi palazzi in stile socialista e strade in condizioni veramente discutibili. Ci è però bastato raggiungere il centro cittadino – per essere precisi, via Dunavksa – per vedere una realtà completamente diversa, fatta di una miriade di bar, locali e cortili interni, tutto tenuto con una grandissima cura. Infatti, Novi Sad sarà capitale della cultura nel 2021, e il centro cittadino rimanda chiaramente a un’idea generale di “mettersi in ordine” proprio per questo evento.
Questa zona è tanto graziosa quanto piccola: in una mezz’oretta potresti già aver visto tutto quello che c’era da vedere, ma non temere! Un ottimo compromesso potrebbe essere quello di fermarti in uno di questi localini molto chic per berti qualcosa in compagnia ed osservare la gente che passa.

Sull’altra sponda del Danubio sorge il quartiere Petrovaradin, dominato dall’imponente fortezza omonima, che sorge su una collina.
L’accesso alla fortezza è libero e, nelle belle giornate, potrete godere di una fantastica vista sulla città così come sulla natura circostante. La fortezza è ancora in buono stato, potete percorrere tutte le mura e fare un tuffo indietro nel tempo. Merita molto anche la bianca torre dell’orologio, uno dei simboli della città, visibile nella foto qui sotto!

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Fortezza di Petrovaradin a Novi Sad

Dopo un giorno a Novi Sad abbiamo raggiunto la capitale, Belgrado. Città molto grande, con più di un milione di abitanti, ci ha colpito in maniera molto positiva.

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Da qui inizia l’area pedonale

Sebbene la periferia abbia un’aria un po’ degradata, il centro cittadino (“Stari Grad”, città vecchia) e le vie pedonali principali – soprattutto via Knez Mihailova – così come l’antica fortezza Kalemegdan, vibrano di energia positiva. Il centro è un affascinante mix di possenti edifici in stile socialista, edifici ottocenteschi e qualche modernissimo centro commerciale.

Alla fine della via Knez Mihailova si trova il parco-fortezza di Kalemegdan, ad accesso libero. All’interno ci sono diversi musei e un’esposizione di carri armati e artiglieria della seconda guerra mondiale, oltre alla fortezza vera e propria. Dall’altro lato rispetto all’ingresso avrete una spettacolare vista sulla confluenza del fiume Sava e del Danubio.

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Uno degli ingressi di Kalemegdan

Altre due cose da non perdere assolutamente a Belgrado sono il tempio di San Sava – la più grande chiesa ortodossa al mondo, purtroppo chiusa per restauro durante la nostra visita – e il museo della storia della Jugoslavia, che comprende il museo del 25 maggio, il museo vecchio e la Casa dei Fiori; quest’ultima è il luogo di riposo di Josip Broz Tito (presidente della ex Jugoslavia) e di sua moglie. All’interno di questo museo vi sono molte informazioni sulla storia jugoslava e una miriade di regali donati a Tito da associazioni o addirittura da presidenze di altre nazioni.

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Tempio di San Sava

I mezzi pubblici a Belgrado sono parecchio caotici. Prima di tutto per utilizzare gli autobus cittadini è necessario comprare una tessera presso i vari chioschi della città e caricare su di essa il numero di biglietti che intendete usare. Non è possibile comprare il biglietto a bordo del mezzo pubblico; inoltre le fermate sono spesso prive di cartine, il che potrebbe essere un disagio, se – come noi – non ne avete nemmeno una cartacea.

Non dobbiamo dimenticarci che, sebbene la Serbia stia lottando per entrare nell’Unione Europea, non ne fa ancora parte. Questo comporta il non avere il Roaming dei dati cellulari gratis, bensì a pagamento come tutti gli altri stati fuori dall’UE. Non avere internet a disposizione è ahimè oggigiorno sempre più disagevole. Si possono trovare Wi-Fi in giro per la città o nei locali, però fate i conti anche con questo “disagio”.

Per finire, la Serbia ci è sembrata una nazione con tantissimo da offrire sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista naturale. Sebbene sia un paese con un passato recente molto difficile, si è ripresa decisamente bene e dimostra tantissima voglia di ripartire a pieno regime, valorizzando le proprie attrazioni turistiche.

Clicca qui per l’articolo sulla fortezza di Golubac, una delle attrazioni turistiche principali della Serbia 😉

-A.

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